Non ho avuto comprensione di niente

Questa pagina sarà presente in questo sito per cinque anni, dopo questo tempo verrà chiuso il sito stesso.

Che dire se dovessi partire dall’inizio? Non troverei parole adatte per farmi comprendere, troppe cose successomi una dietro l’altra senza che ci sia stato un momento di stacco; ho detto momento per dire giorni.
Di cosa si parlò all’inizio della storia? Di amore e di guerra, e quel libro di cosa parla; di amore e di guerra! Come se ne fui partecipe in prima persona.
Ebbi trovato l’amore o un’infatuazione così grande che mi fece innamorare delle donne, e quante ne ho avute, non infatuazioni ma ragazze.
Questo ha fatto sì che difendessi loro più che l’uomo, o per di più l’uomo ricco; arrogante e spregevole.
Difesi la donna eppure mi comportai male nei loro riguardi, a tutte come principesse le ho trattate, ma rimasi solo; senza figli e senza amore di donna vicino me.
La discussione nacque per un mio disappunto nei riguardi di una multinazionale, la provocai come lei provocò in me un eccessivo attacco di protezione.
Si estese così tanto la discussione che mi portò alla follia dei tentativi di suicidio, che poi se così si può definire ancora si deve stabilire se furono miei atti volontari o involontari dati dall’enorme paura di quei momenti o periodi.
La discussione fu vivida, ero preso molto dal fatto che dal mio lato mi sentivo ferito e sentivo la ferita sul mio corpo e dentro me e dall’altro vedevo che l’azienda come se anche se risultava che leggeva, non aveva penna sui discorsi o non sapeva reggere l’affronto perché troppo evidenti le colpe date dalla morale di vendita.
Eppure anche se i discorsi erano riferiti all’azienda, non si accostavamo a lei. Si lei era presa di mira, ma fu generalizzato poi, ovvero si trovavano colpe in quasi tutti o tutti i modi di vendere e comportamenti.
L’ebbi col mondo intero!
Avevo tanta ma tanta frustrazione dentro che non riuscivo a trovare il bene se non unicamente in mia madre!
Per chi non vuole continuare la lettura posso dirgli che adesso sto bene nel corpo e nello spirito e non ne risento del mio passato.

Partiamoci proprio da come tutto nacque.
Lavorai per un’azienda di lavoro di rappresentanza per famiglie ed ero lontano dalla mia città natale anche se sempre in Italia, ero al nord io del sud.
Avevo fatto lavori di rappresentanza in passato per multinazionali di grande importanza ma per aziende e liberi professionisti, quella era la prima volta che lavoravo per privati.
Ci stiedi circa tre anni e già dopo un anno e mezzo volevo andarmene ma in famiglia c’era stata una rottura che non mi permetteva di ritornare in casa.
Arrivai al punto delle dimissioni volontarie e chiesi un risarcimento per induzione alla truffa. A senso mio loro mi avevo sporcato, io anche se del sud non ho avuto mai a che fare con ambienti malfamitosi.
Loro mi fecero parlare con degli avvocati che si occupavano dell’azienda in maniera terza con cui ci parlai con un avvocato trovato tramite elenco telefonico.
Mi dissero mostrando le mie rimostranze che loro come azienda erano pulite e che non si comportavano illecitamente!
Nei giorni successivi andai casa per casa e mi feci firmare dalle famiglie che incontravo lettere di messa in mora che mandavo all’azienda come raccomandata. I dirigenti scesero e andarono in quelle famiglie dicendo; questo mi fu raccontato da un paio delle famiglie da me contattate arrivando a circa una dozzina in un paio di giorni; che i dirigenti dicevano alle famiglie che avrebbero risolto tutto loro.
Io demorsi da questa presa e ne intrapresi un’altra, quella di mandare lettere a tutti i giornali italiani e mondiali e avevo preparato circa una ventina di lettere già da me compilate. Tramite un mio ex collega loro lo vennero a sapere e ci fu un po’ di inalberazione e agitazione tra i miei ex colleghi in quanto loro erano presi di mira, e in qualche giorno incontrai il mio ex capo gruppo con una certa cifra economica in mano basta che gli consegnavo le lettere e demordevo da anche quella strada.
Non fu la cifra né l’aspetto economico che mi fece accettare, ma il viso del mio ex capo, il quale era affranto e come se piangesse perché le accuse erano pesanti ed erano loro presi di mira.
Andai fuori dall’Italia, a quel tempo c’era al governo uno che prometteva libertà e seppi la sua storia passata, era come se volevo dare una svolta alla mia vita.
Andai in un’altra nazione europea con un amico e ci stiedi circa tre quattro mesi.
Dimenticai di dire che a quei tempi di mie rimostranze all’azienda aprii un blog e scrissi qualche pagina che ricordai di aver scritto dopo mesi che ero lì.
Non volevo più avere a che fare con loro ma un turbamento si alimentava dentro me.
A quei tempi io me l’ero presa con gli agenti e i capi appena superiori ma il problema era ai vertici, per non dire dal fondatore! Mi dissi in quei giorni; me la presi con gli agenti, ma il problema era l’azienda nel suo assieme.
Mentre ero in una casa fuori dall’Italia ebbi internet nelle mie mani e un pc che avevo con me, e mi misi a scrivere dell’azienda e del suoi prodotti.
Nulla a che dire sui suoi prodotti, il problema che riscontrai era la parte vendita da parte degli agenti.
Ritornai in seguito in Italia tramite mio fratello e abitai per un tempo con lui mentre continuavo la mia rimostranza nei confronti dell’azienda tramite blog.
I post si configuravano tra i prodotti elogiandoli e la vendita e la paga agli agenti che erano deplorevoli!
Il guadagno degli agenti proveniva dal nero che facevano, l’azienda pagava al netto delle spese circa cento euro al mese ad agente! Cosa che sembra allucinante al solo leggere.
Gli agenti stavano bene economicamente per il nero e difesi dall’azienda se venivano incocciati, quindi nessuno si lamentava di un colosso globale.
Dopo circa un anno e mezzo che scrivevo cambiai imprinting, decisi di cambiare indirizzo internet e metodo di scrittura, non più del tutto inveito, ma poiché vivevo di pubblicità sul sito e guadagnavo qualche centinaio di euro al mese, mi decisi di aprire un negozio di vendita.
Da considerare che il mio sito era primo in classifica su tutti i termini di ricerca inerenti il nome dell’azienda e prendevo anche i primi quattro posti nella prima pagina se si scriveva il nome principale dell’azienda stessa tramite motori di ricerca.
Quindi era il sito più seguito in italia inerente l’azienda. Da considerare che l’Italia era la nazione in cui si vendevano più prodotti a livello globale.
Questo mi fece come accecare gli occhi in quanto mi illusi che potevo diventare ricco; come erano stati i miei sogni giovanili che dicevo anche in famiglia.
Gli proposi tramite email all’azienda stessa che sarei rimasto con loro per migliorare l’azienda a fronte di un compenso questa volta con uno zero in più rispetto la cifra iniziale e che sarei rimasto per cinque anni.
Loro non mi risposero.
Aprii il negozio è già dalle prime luci della ribalta ebbi grandissimo successo tanto che nel giro di circa quattro mesi demorsi perché aveva già circa due anni e mezzo che ero giorno e notte sopra il pc a scrivere e migliorare i testi e già ero alquanto infastidito dall’azienda stessa che faceva orecchio da mercante anche quando con dimostrazioni, senza parlare di nero, gli mostravo quanto era nell’errore.
La chiusi l’attività, tra lavoro e blog il tempo per me era inesistente!
Decisi di parlare nuovamente con l’azienda tramite email e gli dissi; qualsiasi forma di ricompensa decidi tu quale ma fammi uscire da questo giro che per me risulta straziante. Non sapevo il modo di come uscirne da quella situazione che per me era diventata come se mi stava privando della vita sociale.
Nulla, nessuna risposta.
Avevo un amico in un’isola di sballo europea e chiusa l’attività lo contattai dicendogli se c’era lavoro come cameriere, poiché eravamo molto affezionati e sapevo che in un’isola come quella il lavoro c’era, decisi di avventurarmi da lui in quell’isoletta, volevo anche senza nessuna forma di ricompensa chiudere con l’azienda e fare il cameriere che mi piacque quando lo feci in quanto la paga era buona e potevo stare libero la sera e in quel periodo senza più pensieri pressanti.
Ci andai e appena arrivato in quell’isola incontrai l’amico mio con una ragazza accanto; bella bionda alta e magra, identica se non uno stampo al mio ex amore.
Prendemmo casa assieme e dormivamo insieme in un letto matrimoniale, avevamo altre stanze in quella casa che decidemmo di affittare per pagarci l’affitto.
Dopo circa un paio di settimane che ero lì in quell’isoletta mi chiusero il blog la polizia postale per presunti diritti industriali violati.
Ci fu un evento in quel giorno che mi destò sospetto ma in seguito ne feci riflessione non in quel momento, che proprio quel giorno quando mi chiusero il blog entrò in casa per affittarsi una stanza un capellone brizzolato che mi parlava sempre di quel libro, e mi professava una certa forma di religione. Mi diceva anche che aveva lavorato anni precedenti nell’azienda per tre anni nella capitale.
Aveva anche una morosa che se la faceva col mio amico, strana la cosa dal mio punto di vista.
Comunque in quei periodi poco ci facevo caso a queste cose.
Ritornando al fatto che mi chiusero il blog, pochi giorni prima avevo fatto il backup del sito che mi diede la possibilità di aprirne un altro sotto altro indirizzo internet.
Mi accinsi a ricuperare tutto e pubblicare il contenuto di prima, mi aprii anche una pagina su facebook e facevo un po’ qui e un po’ lì ma senza entrare mai nel dettaglio, ovvero senza mai parlare di come stavano davvero le cose in azienda e tra i suoi agenti, quindi senza parlare mai di nero!
Il capellone era uno che mi stava attaccato, mi faceva leggere di scritture a me ignote e mi parlava spesso di quel libro, cosa che a me in quel periodo non interessava e non prestavo molta attenzione.
Arrivammo al punto che mi fece leggere qualcosa sull’ermetismo che mi lasciò sbalordito, io del tutto ignaro, fino al punto da farmi leggere su una corte dell’Inghilterra, come se mi stesse dicendo se volevo essere un suo suddito.
Di questo periodo parlo che successe in tre mesi che fui lì, il tempo della stagione estiva.
Una giornata di pieno sole dissi che la sera la preferivo al giorno, era troppo tempo che avevo a che fare con qualcosa di nuovo per me, già erano tre anni di blog più tre di mio lavoro in azienda. La morosa del capellone mi disse all’incirca che per lei era indifferente, notte e giorno gli stavano bene.
Andai a mare quel giorno di sole pieno e mi vennero in mente che vivevo in una casa con un tavolo a sei posti con gli estremi arrotondati e tre piedi per lato, in una veranda dal lato che aveva delle barre orizzontali e che io aveva tre anni che ero avulso da questo pensiero sull’azienda.
Mi dimenticai di dire che qualche giorno prima dissi all’azienda per via blog che in tre giorni con dieci posti gli avrei distrutto i prodotti! Arrivai a nove post e non sapevo più cosa scrivere e mancava poco tempo ai tre giorni, mi si fece mostrare in un annuncio di lavoro l’offerta di un posto nell’amministrazione anche per diplomati solo col mio indirizzo.
Io compilai il form e lo inviai e scrissi su facebook questa cosa strana, e sul blog scrissi il decimo post dicendo che mi avevano preso con un’immagine di re disegnato con la tasca vuota!
Ritornando al discorso di quel giorno di sole a mare mi venne in mente tutto e mi presi da spavento in quanto capii subito che tutto fu orchestrato in quell’isola per prendermi come loro inserviente.
Preso da grande paura vosi ritornarmene a casa e chiamai mia madre dicendo in brevissimo cosa mi era successo.
Lei come se non sapeva cosa fare si ritirò nel suo lasciandomi in quell’isola senza nessun appoggio. L’amico viveva in una baracca e non sarebbe stato in grado di aiutarmi.
Presi solo il necessario con i soldi che mi erano rimasti e mi avviai al porto dove trovai chi mi abitava in casa che mi chiesero con aria spavalda cosa ci facevo lì. Preso da più paura andai nell’altro porto in quanto in quello non partivano più navi perché la stagione estiva era finita. Arrivai nell’altro porto di pomeriggio inoltrato e vidi tutto con un altro occhio. Mi balzarono nella mente i nomi delle discoteche, il fatto che per il mio compleanno mi invitarono in discoteca e mi diedero pasticche gratis, il fatto che in casa mia hanno tentato più volte di incentivarmi a farmi di crack che provai una volta e dissi subito che quella droga portava a una forte dipendenza in quanto dopo la prima sospirata ne volevo un’altra, come era strutturata quella cittadina con le forme architettoniche di un’isola sospetta con ambienti tenebrosi ed ebbi una paura incontenibile, volevo ritornare a casa pensando e ritenendo che mi volevano incastrare nei giri non loschi, ma tenebrosi! Ancora peggio!!!
Non voglio raccontare cosa ci fu dopo e chissà se lo farò nel tempo, ma circa dopo un mese ritornai a casa con un occhio accecato.
Di lì a qualche mese anche con la fronte sfondata e di questo credo non ne parlerò affatto.
Posso dire che dopo quell’enormissima paura mi trovai come avulso da uno spirito che anche se da un lato ritengo volesse aiutarmi, dall’altro credevo voleva sprofondarmi.
Ci saranno tre anni di tempo per chissà scrivere di questi eventi e ricordare altro e farlo presente, poi non sistemerò più questa pagina fino alla conclusione dei cinque anni quando il sito verrà chiuso. Da considerare che tutto è racchiuso in poche parole, non vorrei annoiare.
Dopo questi eventi mi misi un giorno, dopo meno di due anni circa dagli eventi tragici, a scrivere sulla pagina di facebook dell’azienda dove gli dissi come se mi fossi identificato in uno spartano, che a lui lo avrei sprofondato negli abissi mandandogli questo video; “300 Questa è Sparta!” e glielo mandai per un paio di volte intendendogli che a senso mio facevo sul serio proprio come fu all’inizio.
Dopo che gli scrivevo e che gli facevo intendere che non l’avevo presa a ridere anzi era abbastanza seria la faccenda, mi misi in seguito ad aprire un blog cominciando a scrivere quanto tutti gli agenti sapevano ma si taceva ai clienti di come si comportavano loro verso le famiglie.
Scrissi qualche post all’inizio prima di soffermarmi su uno molto duro dicendogli con parole sottili che questo avrei pubblicato se loro non intervenivano. In quella notte ci furono tante di quelle visite al blog che mi stranizzò che nessuno rispose, avevo dato una password a loro tramite email quindi ero sicuro che erano loro che leggevano e sapevano cosa volevo pubblicare.
Niente. Nessuna risposta.
Pubblicai quel post in cui parlavo di come venni preso in carica di come si svolgeva il lavoro e delle mie dimissioni volontarie.
Avevo fatto al mio viso volontariamente o chissà involontariamente o non per mano mia diretta cose che mi fecero molto male all’anima e al corpo stesso e quindi mi sentivo molto ferito nel profondo tanto che mi sentivo di avere una forza tale da poter sollevare il mondo intero e farlo cadere allo stesso tempo.
Da giovane avevo sogni a occhi aperti che mi durarono anni in cui ero come un guerriero dai potenziali enormi se non immensi, ma proprio non ci facevo caso in quanto erano in me solo in bagno la mattina dopo andavano via e nemmeno più ci pensavo.
Glielo feci presente in un post e gli dissi anche che feci dei sogni a occhi aperti particolari dicendogli che tutto si basava sull’AMORE e che per avere la conoscenza su quello si dovevano basare.
Diedi molto fiato a quel concetto e gli dissi nel giro di breve tempo; qualche settimana o un paio di mesi, che io ero un fiore mostrandogli la canzone che tutto nasce dal fiore e che la nostra fine sarebbe stata che ci distruggevamo reciprocamente e sarebbe rimasto in piedi solo chi fosse stato naturale. Come se risultasse il vincente nella disputa.
In quel periodo mi sentivo come fossi in un arena con leoni e gladiatori. Ero avulso da non so cosa che mi faceva percepire tutto nello spirito e nel corpo.
Poiché mi sentivo troppo in quei mesi e accusavo quell’azienda di quasi di tutto mi si disse di perdonare.
Non volevo perdonarlo per ciò che mi aveva fatto in quanto ritenevo che mi aveva rovinato la vita. Ma più scrivevo più lo annichilivo e più mi frustravo dentro anche per come trattavo l’azienda presente sul mercato da più di un secolo.
Lo perdonai.
Nei giorni successivi mi trovavo dentro un autobus e avevo come il corpo avvolto dalle fiamme, come se quello che feci anche se nel giusto mi provocò enorme calore nel corpo.
Avevo chiuso il blog e scrissi sulla loro pagina di facebook e gli chiesi di lavorare, a senso mio in quel periodo con il lavoro avrei risolto i miei problemi esistenziali.
Ma così non fu. Non lavorai per loro fisicamente ma continuai la scrittura.
Dissi che avevo il peccato di superbia in quanto mi arrogavo nei loro confronti anche se mi sentivo abbastanza umile nella scrittura, più che umile impaurito e se così posso dire fiero perché era come se stavo annichilendo un nemico del popolo, un’usurpatore di beni.
Mi sentivo in quel periodo come se fossi in difetto io per la superbia anche se fu per qualche momento che la mostrai.
Stavo molto male, avevo tanta frustrazione dentro che avrei potuto e credevo che potevo distruggere un mondo.
Passarono anni e in tutto quel periodo affrontavo qualunque persona si affacciasse al mio viso, questo anche tramite la tv, come se lo percepivo dentro che stava parlando di faccende che stavo trattando.
Tutto mi era chiuso in dei come contenitori che pian piano si schiudevano e mi rendevano la mente più chiara lucida e sobria.
In tutto questo periodo abitavo in casa con mia madre e non stavo a contatto con gli estranei, avevo tutti i familiari al nord Italia come anche gli amici e quindi in città non mi era rimasto nessuno e io ero restio a fare nuove amicizie, anche la zona in cui vivevo non lo permetteva. Lavoravo online in tutto questo tempo ma con le tante aperture e chiusure del blog non si riusciva ad indicizzarlo.
Ad ogni modo se in questi tre anni avvenire mi sovvengono ricordi di quel periodo li farò presenti, posso dire che con l’azienda dopo circa una dozzina d’anni ci siamo allontanati, vuoi che non trovavo più stimolo in lei, vuoi che come ci fossimo allontanati l’un l’altro, vuoi anche che se stavo con lei e per stare con lei e non potermi dire peccaminoso dovevo lavorare per qualche centesimo all’anno.
Vuoi che adesso ho compreso meglio l’azienda e del perché mai nessuna risposta, anche se non lo so con certezza. Mi sono illuso o mi sono fatto illudere che fu tutto un percorso per la salvezza di entrambi. Spero.
Mi dimenticai di dire che a quel capellone io gli dissi che non credevo in Dio e mi ero formalmente sbattezzato.
Mi sono dovuto ricredere!
Nel tempo mi sono messo a leggere la scrittura, da precisare che il secondo evento tragico che mi successe nel mio viso fu perché lessi le prime tre pagine di quel libro fino a quando arrivò la tentazione. Preso da gran paura perché nella mia giovinezza dicevo che esistevo dai tempi della scimmia, dovevo dare una data di inizio perché percepivo già in me che tutto un giorno della mia vita sarebbe finito. Anche se credevo che la terra avrebbe reimpastato il corpo e sorto nuovamente, ma queste erano cose che ritenevo da giovane, senza che ne abbia mai parlato con nessuno né fatta una riflessione su essa.
Non credere in niente e non aver percezione di qualcosa di superiore, anche se i miei sogni a occhi aperti di gioventù me lo dovevano alludere. Già dalla mia prima giovinezza fui nell’amore e lo sono tutt’ora.
Non c’è niente di nuovo in tutta questa scrittura e niente che voglia fare presupporre in un mio ritorno alla ribalta. Sono stato incentivato a farlo, e dalla richiesta era come se non la potevo impedire. Vuoi la scrittura che mi viene data vuoi il fatto che tra il credere preferisco credere e ripongo speranza e fede in tutto ciò, oltre che l’amore sempre avuto.
Non si tratta per di più in un ricordo anche se così potrebbe configurarsi, non lo so con certezza anche perché tutto questo verrà cancellato fra cinque anni, si fa perché mi è stato detto che a conclusione di tale data sarò una persona con una vita e un’essere rinnovato.
Molto ho patito e anche se adesso sto bene non vivo con le prospettive di un futuro roseo, non che aspetti brutte notizie, ma mia madre ha una certa età e ci differenziamo di una generazione.
Non faccio parte più del mondo, questo sì, ho demorso da ogni aspettativa il mondo si presentasse a me. Circa una ventina d’anni a vedere un mondo per me nel male fa sì che uno si distacca dal mondo stesso e non ne vuole più sentire niente di rifarne parte.
Questo è anche un tasto dolente per me, perché non ho nessuno oltre mia madre, ma le cose pian piano stanno cambiando in meglio, vuoi anche le promesse e le situazioni che si vivono, vuoi che la speranza che ripongo è tale che mi fa ben pensare sul futuro prossimo, posso solo dire che per adesso le cose sono tra lo stallo e la miglioria della mia vita, anche se si potrebbe pensare diversamente se qualcuno conoscesse la vita che conduco per adesso.
Non è nessuno rammarico, non ho quell’affezione per la vita nel mondo che conducevo prima.
Il mondo tanto mi ha dato ma anche tanto si è preso da me; vuoi parole e racconti della mia vita, ma non è riuscito a farmi suo, posso dire di sentirmi nell’amore e nella speranza.
So di non essere un esempio adesso e chissà forse neanche prima, ma sono stato uno che la giustizia la teneva molto in considerazione fin dalla mia gioventù, poi uno vede un mondo dove la giustizia è effimera e rivolta solo ai ricchi e demorde dal continuare quella strada, anche perché le situazioni che ti si presentano non richiedono che tu la pratichi, come anche il mio passato ha fatto sì che il viso di adesso non mi permette più che sia con occhi penetranti tanto da leggergli dentro, anche se si riesce adesso a primo sguardo ma senza quella sicurezza sulla propria persona che si aveva prima.
Spero che trascorsi questi cinque anni non dico di ritornare come prima, ero un surplus da giovane, ma chissà!

Tanto mi sono fatto travolgere dalle passioni fisiche e dal mondo appena quasi a conclusione del mio excursus con le mie scritture, che mi discostai dal profumo di gioia e contentezza per parole che ricevevo.

Tutto questo successe perché la paura ancora pervadeva in me, il posto in cui vivevo e la gente che viveva lì con il tempo mi guastò, vuoi anche io che ero facile da farmi trasportare dalle emozioni forti che ho vissuto in tutto quel grande periodo.

Vuoi che adesso sono più sottomesso, prima ero abbastanza altezzoso nei riguardi di chiunque, ma non era per male, forse le esperienze fortissime vissute e il fortissimissimo dolore che patii mi portarono alla diffidenza sulla gente e al mio distaccamento. Anche io per le persone ero invisibile quando scendevo in città centro.

Tutto credo stia migliorando.

La cosa che ho notato in me che ancora riesco ad emozionarmi nel profondo, ovvero riesco a piangere per sensazioni che si provano e a far vibrare il mio corpo, mi si forma la pelle d’oca per sensazioni che si sentono dentro. Tutto dipeso dall’amore che si prova ancora.


Con questo saluto l’azienda in primis e il lettore.

Palermo, lì 10 gennaio 2026

aggiornamento 12 gennaio 2026

Ivan Ruvolo